QUESTO HA CAMBIATO LA MIA VITA, INSEGNANDOMI A RISPETTARE LA NATURA E GLI ANIMALI. CON IL CONSENSO DELLA TRIBÙ DEGLI APACHI, SONO TORNATO CON IL NOME E LA LORO FILOSOFIA.
C’è stato un tempo in cui le tute arancioni e nere non servivano a fare bella figura su Instagram. Rappresentavano un gruppo, un percorso, una passione per la resistenza, quella vera, che mette a dura prova le macchine e rivela il carattere degli esseri umani. Apache Racing, prima di diventare un marchio con uno slogan, era una scuderia agguerrita, nata nel VdeV, il campionato senza compromessi fondato da Éric Van de Vyver. Circuiti mitici – Magny-Cours, Jarama, Estoril, Barcellona, Le Castellet – e formati che non avevano nulla da vendere, se non lo sforzo. All’epoca, Apache era riconoscibile per il suo stile senza filtri. Due apparizioni in Turbo, il programma di Dominique Chapatte, hanno immortalato quel momento: un’epoca in cui la passione non aveva ancora un hashtag. Dietro questa storia c’è un uomo: Pascal Tichit. Originario di Versailles, pilota ufficiale della Harley-Davidson tra il 1978 e il 1982 negli Stati Uniti, torna diverso: trasformato dall’incontro con un membro della tribù Apache della Florida. Rituali, integrazione, trasmissione. Non era folklore, era una struttura portante. “Ha sconvolto la mia vita insegnandomi a rispettare la natura e gli animali. Con il permesso della tribù degli Apache, sono tornato con il loro nome e la loro filosofia”. Non è una narrazione, è un giuramento. Una filosofia fatta di libertà, rispetto, silenzio utile. È questa trama invisibile che porterà avanti l’avventura meccanica degli anni successivi.
DALL’ENDURANCE ALL’IDEA PIONIERISTICA
Dopo oltre un decennio di gare di endurance su Porsche, il passo successivo non è stato un ritiro, ma un gesto fondatore: Apache Racing Academy, poi Ladies Academy, la prima scuola al mondo dedicata esclusivamente alle donne. A Stavelot, a due minuti dal circuito di Spa-Francorchamps, una casa del XVIII secolo diventa l’Apache Racing Café: un luogo vivace dove brunch, motori, monoposto e DJ set si incontrano. Due donne prendono il volante: Sylvie Delcour e Sarah Bovy. Seguono altre traiettorie, tra cui quella di Claire Menin, vincitrice a Magny-Cours.
CAMPIONE — LINEE DI FUGA E LINEE DI STILE
A Campione d’Italia, lo spirito Apache cambia. Nasce l’Automobile Cercle di Campione: né club elitario né garage-museo, ma un crocevia di arte, meccanica e collezionisti. Il Circuito di Campione (1937-2025) rinasce grazie all’idea di Pascal Tichit e all’impulso di Ermanno De Angelis e Nunzia Del Gaudio. Senza dimenticare che questa gara si è svolta grazie a Roberto Canesi, sindaco di Campione d’Italia. Un’asta e una cena-spettacolo Pascal Tichit, sempre proiettato verso il futuro, sta preparando un nuovo progetto: la «Lugano Auction Signatures», il 13 e 14 dicembre 2025 alla Villa Ciani di Lugano. Il 27 marzo 2026 organizzerà anche una cena-spettacolo in cui due attori interpreteranno un omaggio a Clay Regazzoni e al suo migliore amico Nino.
LO SLANCIO INTATTO
Lo spirito Apache non è né un ricordo né una strategia di marketing: vive ancora nei luoghi, nei volti e nei gesti. Apache Racing torna nel 2026, questa volta su una Ferrari 296 GT3, guidata da Pascal Tichit. In qualità di presidente dello Yacht Club di Campione, Pascal Tichit guiderà un’Alfa Romeo da corsa per la gara di endurance Pavia-Venezia 2026.
L’Automobile Cercle di Campione schiererà questa splendida Jaguar Type D alla Mans Classic nel 2027.
«LA LADIES ACADEMY, LA PRIMA SCUOLA AL MONDO DEDICATA ESCLUSIVAMENTE ALLE DONNE.»
















