Più volte campione svizzero, la prima volta nel 1975, Markus Hotz si è distinto sia come pilota che come costruttore di una cinquantina di Horag di Formula V, Formula Super-V, F2 e Can-Am. Ritratto di una vera leggenda dell’automobilismo svizzero.

La famosa attrice Claudia Cardinale, recentemente scomparsa, diceva che «normalmente abbiamo una sola vita, ma io ho avuto il privilegio di averne 100». Markus Hotz potrebbe benissimo fare proprie queste parole. Nato il 21 luglio 1941, non solo ha disputato centinaia di gare in tutta Europa, ma è stato anche costruttore di auto da corsa, direttore di scuderia, commissario sportivo e persino speaker alla gara in salita dei Rangiers! E questo elenco non è esaustivo, poiché Markus Hotz è stato anche un pioniere in diversi campi. A cominciare da quello dei motori turbo, già nel 1976, con la sua VW Golf GTI Horag Turbo, dove Horag sta per Hotz Racing AG, la sua azienda che si occupa, tra l’altro, dell’importazione di pneumatici da competizione e della manutenzione di auto da corsa.

Markus Hotz e il futuro campione del mondo di F1 Jody Scheckter al volante di una HAS a Silverstone. Clay Regazzoni e Markus Hotz.
«NORMALMENTE ABBIAMO SOLO UNA VITA, MA IO HO AVUTO IL PRIVILEGIO DI AVERNE 100.»
Con sede a Sulgen, nel cantone di Turgovia, Horag commercializza anche, con il marchio Sustain Fuels, carburante rinnovabile che consente alle auto da corsa, attuali e storiche, di ridurre la loro impronta di carbonio, un settore in cui, dal 2020, Markus Hotz è stato pioniere con l’aiuto di Mario Illien e Lorenz Heer. È stato un pioniere anche nella costruzione delle proprie auto da corsa, prima di tutto una Formula Vee, ovvero una monoposto alimentata da un motore Volkswagen poco costoso e quindi in grado di far emergere giovani talenti. Il principio è lo stesso della Formula Ford in Gran Bretagna o della Formula Renault in Francia.
L’ORGOGLIO DI MARKUS HOTZ
Nel 1966 Markus Hotz costruisce la sua prima Formula Vee, che battezza HAS 1 (HAS sta per Hotz Automobile Sulgen) e con la quale partecipa, nello stesso anno, alla gara in salita dei Rangiers. Non senza successo, dato che costruirà altre cinque monoposto. E quando nel 1971 arriva la Formula Super-Vee, una versione più performante della Formula Vee, Markus Hotz ne produce 33 tra il 1971 e il 1974. «All’epoca ho costruito più auto di Peter Sauber», sottolinea con orgoglio Markus Hotz mentre ci fa visitare la sua azienda. Una delle sue Horag di Formula Super-Vee è stata persino guidata dal futuro campione del mondo di F1 Jody Scheckter! La Formula Super-Vee conosce rapidamente un successo planetario e diversi vincitori dei suoi campionati, in Germania, Brasile e Stati Uniti, faranno carriera in F1, come Keke Rosberg, Nelson Piquet e Michael Andretti, incoronati campioni nei tre paesi citati in precedenza nel 1975, 1976 e 1982.
Dopo la Formula Vee, dove Markus Hotz conosce Niki Lauda, è nella Formula Super-Vee che si fa notare. Nel 1973 è a capo della sua scuderia che schiera quattro monoposto Horag, tra cui quelle di Pierre Dieudonné e Paul Blancpain. I risultati sono molto incoraggianti e Fredy Lienhard e Markus Hotz passano, nel 1975 e nel 1976, al livello superiore partecipando a diverse gare del campionato europeo di F2, l’ultima categoria prima della F1.
«All’epoca ho costruito più auto di Peter Sauber»

6° A ENNA IN F2
Nel 1976, sul circuito di Enna, che ospitava la nona prova del campionato europeo di F2, Markus Hotz si classificò sesto. La gara fu vinta da René Arnoux, che precedette Alex Ribeiro, Eddie Cheever, Jean-Pierre Jabouille e Hans Binder. Tutti e cinque avrebbero corso in F1 pochi anni dopo. Al settimo posto, subito dietro Markus Hotz, si classifica Harald Ertl, che già correva in F1.
Se tutti i piloti che correvano con lui in F2 sono arrivati in F1, ci si può chiedere perché Markus Hotz non ci sia riuscito. La risposta è molteplice. In qualità di padre di famiglia, a capo di un’azienda più importante di quella di Peter Sauber all’epoca, Markus Hotz ha sicuramente preferito una certa sicurezza professionale e diventare il numero 1 della F2 nelle gare in salita in Svizzera e Germania, piuttosto che qualificarsi in fondo alla griglia in F1 come il suo amico Harald Ertl. Quest’ultimo, che aveva corso in Formula Super Vee con una Horag, ha comunque permesso a Markus Hotz di guidare la sua Hesketh di F1 durante i test privati sul circuito di Hockenheim.
Markus Hotz ha così potuto provare anche lui le sensazioni che si provano al volante di una F1, e per ben due volte. Infatti, dopo aver provato la Hesketh di Harald Ertl, ha guidato anche la Ferrari 312 T4 con cui Jody Scheckter è diventato campione del mondo di F1 nel 1979. Ciò è avvenuto durante una retrospettiva del Gran Premio di Erlen, negli anni ’90. Va precisato che è proprio a Erlen, località del cantone di Turgovia che dal 1948 al 1951 ha ospitato il Gran Premio della Svizzera orientale, che il virus dell’automobilismo è stato trasmesso al giovane Markus Hotz. È proprio lì che, come spettatore, ha visto correre grandi nomi della F1 come Stirling Moss, Toulo de Graffenried e Luigi Villoresi.
TRE VOLTE VINCITORI AI RANGIERS
Più che delle sue due esperienze in F1, Markus Hotz è particolarmente orgoglioso delle sue tre vittorie assolute nelle gare in salita in F2, a Schauinsland, in Germania, nel 1976, 1980 e 1982, e a Les Rangiers, anch’esse per tre volte, nel 1975, 1977 e 1978. In quest’ultima edizione, Markus Hotz ha stabilito un nuovo record del percorso in 1’54”77, a una velocità media di oltre 157 km/h (!), imponendosi davanti ai tre francesi Michel Pignard, Marc Sourd e Jacques Laffite. «Jacques Laffite, una delle principali star di Les Rangiers in qualità di pilota di F1 della Ligier, mi ha fatto un bellissimo complimento sottolineando che ero riuscito a battere Pignard e Sourd, i due migliori piloti del campionato francese di montagna, con una F2 in configurazione da circuito e non con una F2 appositamente preparata per le gare in salita come era il caso di Pignard e Sourd”, ci ha precisato Markus Hotz.

Da sinistra a destra: Markus Hotz, Herbert Müller, Toulo de Graffenried e Clay Regazzoni sono stati tutti e quattro vincitori del BP Racing Trophy, il più alto riconoscimento nell’automobilismo svizzero.

Da sinistra a destra: Johnny Cecotto, Marc Surer, Markus Hotz, Hans Stuck (dietro Hotz), Niki Lauda, Harald Grohs e Jan Lammers prima della gara delle leggende della BMW M1 disputata in apertura del GP d’Austria di F1 nel 2016. Foto Red Bull Content Pool
«QUESTO MI HA PERMESSO DI RIVEDERE NIKI LAUDA, DI CUI HO SEMPRE AMMIRATO LA SEMPLICITÀ. AVREBBE POTUTO METTERSI IN MOSTRA E TRATTARMI CON SUPERIORITÀ, MA È SUCCESSO ESATTAMENTE IL CONTRARIO. È STATO MOLTO CORDIALE CON ME E, DURANTE LA FOTO DI GRUPPO, MI HA DETTO: «METTITI DAVANTI, TU CHE SEI PICCOLO».
E anche se Markus Hotz alla fine non ha corso in F1, ha avuto l’opportunità di partecipare, grazie anche al sostegno di Fredy Lienhard, il capo della Lista, alle gare della BMW M1 Procar in apertura dei Gran Premi di F1 nel 1979. Quella competizione fu vinta quell’anno da Niki Lauda e l’immagine del tre volte campione austriaco di F1 è spesso associata a quella della BMW M1. Di conseguenza, nel 2016 gli organizzatori del Gran Premio d’Austria hanno organizzato una «Corsa delle leggende», disputata al volante di BMW M1, in apertura della gara di F1. Hanno invitato ex piloti di F1 come Niki Lauda, Jos Verstappen, Gerhard Berger, Hans-Joachim Stuck e Marc Surer, oltre a piloti come Markus Hotz che all’epoca avevano corso con queste magnifiche BMW M1.
«Questo mi ha permesso di rivedere Niki Lauda, di cui ho sempre ammirato la semplicità. Avrebbe potuto fare la primadonna e trattarmi con sufficienza, invece è successo esattamente il contrario. È stato molto cordiale con me e, durante la foto di gruppo, mi ha detto: «Mettiti davanti, tu che sei piccolo», ride Markus Hotz, che è certamente piccolo di statura, ma grande per talento e versatilità. Non a caso, nel 1977 Markus Hotz ha ricevuto il BP Racing Trophy, la più alta onorificenza dell’automobilismo svizzero, un premio che in passato era stato assegnato anche a Jo Siffert, Clay Regazzoni, Herbert Müller e Toulo de Graffenried.

Si potrebbero scrivere molte altre cose su Markus Hotz. Ad esempio, che all’età di 84 anni partecipa ancora a gare storiche, come è avvenuto quest’anno con la sua Horag di Formula Super-Vee a Ollon-Villars, dove aveva già corso nel 1971 su una monoposto simile. Si potrebbe anche sottolineare che Markus Hotz è arrivato quarto in diverse gare del campionato mondiale di endurance, in particolare al Nürburgring nel 1976, con Claude Haldi su una Porsche 934/5. E che, alla guida della sua scuderia di F2, ha fatto correre sia piloti svizzeri come Clay Regazzoni, Marc Surer e Loris Kessel, sia grandi nomi internazionali come Johnny Cecotto, Stanley Dickens e Mike Thackwell. Si potrebbe anche aggiungere che, in qualità di responsabile della scuderia Horag, alla fine degli anni ’90 e all’inizio degli anni 2000 ha schierato Ferrari 333 SP e Porsche RS Spyder sia in Europa che negli Stati Uniti.

La Porsche RS Spyder LMP2 impegnata in Europa e negli Stati Uniti da Markus Hotz, all’estrema destra

Markus Hotz, quest’anno alla corsa in salita di Ollon-Villars con una HAS di sua costruzione. Foto Studio Patrick/SMO

Markus Hotz con due dei suoi tre figli, David (a sinistra) e Benjamin (al centro). Foto Laurent Missbauer
Non è facile riassumere in un unico articolo la lunghissima carriera di Markus Hotz, che come Claudia Cardinale ha avuto 100 vite, ma dovete sapere che per lui è una grande gioia che sua moglie Ursula e i loro tre figli Lukas, David e Benjamin lavorino con lui nell’azienda Horag e che il più giovane sia da diversi anni amministratore delegato della stessa. ●












